Hosting, dominio e WordPress: cosa sono e come li uso per i miei siti

Hosting, dominio e WordPress: tre parole che nel mio lavoro da freelance decidono se un sito funzionerà o no. Qui ti spiego, in modo pratico e senza fronzoli, cosa sono, come li collego e quali errori evito per consegnare siti solidi e veloci.

Cos’è il dominio (e come lo scelgo)

Il dominio è l’indirizzo del sito (es. pixelsenior.com). È il primo elemento che vedono gli utenti: deve essere corto, chiaro e coerente con il brand.

 

Regole pratiche che seguo:

  • preferisco .it per clienti italiani, .com se serve internazionalità;

  • evito trattini e numeri inutili;

  • se il cliente vuole protezione, consiglio di registrare anche varianti e redirect.

Nel briefing spiego sempre il perché delle scelte: non è solo estetica, è usabilità.

L’hosting: la casa del sito

L’hosting è lo spazio su server che ospita file, database e risorse. Da qui dipendono uptime, velocità e affidabilità. Io non prendo la soluzione più economica a scatola chiusa: scelgo in base al progetto.

 

Cose che controllo:

  • uptime > 99,9% e backup automatici;

  • versione PHP aggiornata e risorse (CPU/RAM) adeguate;

  • accesso SFTP, gestione DNS e strumenti di amministrazione (cPanel/Plesk o equivalente);

  • SSL attivo (Let’s Encrypt o certificato commerciale).

 

Se il sito avrà traffico o risorse multimediali, imposto cache, CDN e ottimizzazione immagini.

WordPress: il CMS

WordPress è lo strumento con cui costruisco i siti. Con Elementor ho controllo grafico totale, ma sotto c’è sempre WordPress da tenere in ordine.

 

Pratiche che applico:

  • tema leggero + child theme per modifiche sicure;

  • numero limitato di plugin (solo affidabili e necessari);

  • cache, compressione immagini e minificazione JS/CSS;

  • aggiornamenti e backup testati prima della consegna.

 

Non è magia: è disciplina.

La sequenza pratica: come li collego tra loro

Ecco la procedura che applico sempre:

  1. registro o verifico il dominio;

  2. scelgo e configuro l’hosting adatto al progetto;

  3. punto il dominio verso l’hosting (nameserver o A record);

  4. installo WordPress (manuale o installer);

  5. attivo SSL e imposto redirect www ↔ non-www coerente;

  6. configuro performance (cache, CDN) e backup automatici.

 

Nota tecnica: se il registrar è separato, cambio nameserver verso l’hosting; se gestisco DNS dall’esterno, imposto A record verso l’IP. È il passo dove spesso si bloccano le consegne — quindi lo controllo sempre due volte.

Errori che vedo spesso (e come li risolvo)

  • hosting condiviso sovraccarico → migrazione a piani con risorse dedicate;

  • backup assenti o non testati → backup giornalieri + prova di ripristino;

  • plugin obsoleti o conflitti → audit plugin e sostituzioni mirate;

  • DNS mal configurati dopo migrazione → controllo TTL e propagation, test con dig/nslookup.

Insomma: molte rogne si evitano con scelte corrette e un minimo di rigore.

Conclusione

Conoscere davvero hosting, dominio e WordPress significa consegnare siti che non solo sono belli da vedere, ma che funzionano davvero: caricamento rapido, assenza di interruzioni, sicurezza solida e aggiornamenti senza intoppi. Non è solo una questione estetica, è una questione di professionalità e rispetto verso il cliente. Un sito lento o che cade spesso non serve a nessuno, nemmeno al miglior design. Se trascuri questi aspetti, rischi di compromettere l’intera esperienza utente e, di riflesso, la reputazione del tuo lavoro come freelance. Insomma, capire come gestire questi elementi è fondamentale per costruire progetti affidabili e duraturi, che si traducono in clienti soddisfatti e lavoro solido nel tempo.

Se preferisci concentrarti sul design mentre io gestisco la parte tecnica (hosting, dominio e WordPress), posso occuparmene end-to-end: dalla scelta dell’hosting alla messa online. Puoi contattarmi qui.

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